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La FSF (Free Software Foundation) nacque nel 1985 per opera di Richard Stallman il quale fondò quest’associazione di software libero. In questo contesto nacquero il sistema operativo GNU (GNU’s not UNIX) e in seguito la licenza GPL (General Public License) che comincia così:

« ‘Le licenze per la maggioranza dei programmi hanno lo scopo di togliere all’utente la libertà di condividerlo e di modificarlo. Al contrario, la GPL è intesa a garantire la libertà di condividere e modificare il free software, al fine di assicurare che i programmi siano “liberi” per tutti i loro utenti. »

Piccola “chicca” sull’acronimo GNU. GNU è un acronimo “ricorsivo”. Per gli informatici la ricorsione è “divina” in quanto permette di scrivere codice “iterativo” in maniera pulita semplicemente riuscendo a trovare 2 o più casi base del nostro algoritmo. Un esempio di ricorsione ce lo da Google stesso. Provate a cercare il termine “recursion” sul noto motore di ricerca. Vi risponderà con “Did you mean: recursion “.

Un esempio di algoritmo ricorsivo è il fattoriale di un numero.

Torniamo all’open source.

Un sistema operativo è il software più importante per il nostro pc in quanto è quello che “gestisce” l’hardware e l’uso delle risorse fisiche.

Molti di noi saranno abituati ad associare al termine Sistema Operativo la parola “Windows”.

Windows è un sistema operativo proprietario di casa Microsoft ed è il più conosciuto in quanto l’80% dei nostri pc ha una versione di Microsoft Windows installata. Questo solo per un motivo strettamente commerciale. La case produttrici di pc hanno accordi con Microsoft per ottenere licenze di Windows a prezzi competitivi, ma comunque facendo gravare questa spesa sull’utente che inconsciamente quando acquista un pc non paga soltanto i componenti ma anche la licenza OEM del sistema operativo di casa Microsoft.

Ma sistema operativo non è soltanto “Windows”. Esistono altri sistemi operativi “proprietari” quali ad esempio Mac OS X di casa Apple.

Ma c’è anche un mondo che sta cominciando ad essere conosciuto soltanto ora che è quello dei sistemi operativi “Open Source”. Come abbiamo già visto prima il primo sistema operativo open risale al 1985, ma soltanto ora stiamo cominciando a diffondere l’idea dell’open source a casa e della validità dei software con licenza GPL.

Per antonomasia a sistema operativo Open associamo il termine “Linux”.

Linux deriva da Linus Torvalds, l’ideatore di Linux e da Unix.

È molto banale arrivare a capire che Linus Torvalds (ed altri) implementarono il Kernel di Linux basandosi sui già esistenti sistemi Unix.

Uno dei limiti iniziali di Linux era che non fosse semplice l’uso. Molte operazioni andavano fatte da terminale e questo non spinse l’utente medio ad approcciarsi a Linux.

Oggi c’è però in atto una rivoluzione. La Canonical si sta impegnando in un progetto, denominato “Ubuntu” che ha come slogan “Linux for Human beings” che può essere tradotto in “Linux per gli esseri umani”.

Dallo slogan è facile intuire come l’obiettivo di Ubuntu e dei suoi sviluppatori sia proprio la semplicità di utilizzo.

Passare da un sistema operativo proprietario ad un sistema operativo open source è divenuta oggi un’operazione parecchio semplice.

Ovviamente Ubuntu non è l’unica distribuzione di Linux. Ne esistono parecchie.

Fra le tante una delle ultime rilasciate è “Hymera”, una distribuzione “Debian-based”, basata cioé sulla distribuzione di Linux chiamata “Debian”, realizzata da un gruppo di giovani siciliani in collaborazione con l’Università della Calabria. Una distribuzione che punta parecchio al riconoscimento delle risorse hardware del pc sul quale viene installata. Insomma per sfatare l’ultimo falso mito che vorrebbe linux non perfettamente compatibile con l’hardware dei nostri pc.

Diamo ora uno sguardo al futuro.

Il futuro dell’informatica sarà la condivisione delle risorse, il cosiddetto “Cloud Computing”.

Google ha realizzato il primo sistema operativo interamente basato sul concetto di Cloud Computing: Google Chrome OS.

Google Chrome OS è un sistema operativo open source basato su Kernel Linux.

Insomma pare il futuro siano l’open source e il cloud computing. Staremo a vedere se questa previsione sarà realistica.







L'importanza della banda larga

Cloud Computing è un termine inglese che sta ad indicare la condivisione di risorse hardware mediante infrastrutture di rete. In altre parole, è la possibilità di usare hard disk o processori che sono collocati fisicamente in un altro posto rispetto al nostro pc, ma al quale il nostro pc può accedere sia per lo storage che per avere potenze di calcolo superiori.

Esempio di Cloud Computing è stato in Sicilia il progetto TriGrid (maggiori informazioni sul trigrid le trovate sul sito http://andreacannella.altervista.org/trigrid)

Proprio ieri Google ha presentato il primo sistema operativo basato sul concetto di cloud computing: Chrome OS, un sistema operativo che vanta velocità impressionanti (avvio del pc in 5 secondi) e anche caratteristiche all’avanguardia.

Ma il funzionamento è strettamente correlato alla presenza di internet. Senza internet non si può nemmeno effettuare l’accesso al sistema operativo.

Insomma nell’era del cloud computing è strettamente necessario avere a disposizione una buona connessione internet.

Sfortunatamente la nostra classe politica non è ancora in grado di cogliere le innovazioni e blocca i fondi destinati alla banda larga e all’anti-digital divide.

Bloccare quei fondi vuol dire non dare la possibilità ai nostri giovani, alle nostre imprese, alle nostre famiglie di stare al passo coi tempi. Vuol dire oscurarli dal resto del mondo. Quei fondi sono da investire subito. Nel wi max, nella fibra ottica. I 20 Mb/s per ogni città italiana devono essere l’obiettivo di qui a breve. Mi auspico qualche importante personaggio “illuminato” colga il suggerimento…

In alto a destra uno screen shot di Google Chrome OS (testato su Virtual Box).